Viaggio Atene

Il Papa ha incontrato ad Atene alcuni giovani siriani rifugiati

Stamattina Francesco ha ricevuto In nunziatura un gruppo di ragazzi ospiti nell'Ordinariato armeno cattolico, indossavano una maglietta simbolica delle loro moderne odissee che hanno regalato al Papa

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Stamattina, alla fine della sua storica visita in Grecia, nella giornata dedicata come spesso accade nei viaggi apostolici alle generazioni più verdi di un Paese, Papa Francesco ha ricevuto nel salone della nunziatura apostolica di Atene nove giovani siriani cristiani, ospitati attualmente presso l’Ordinariato Armeno Cattolico di Atene, che provvede al loro sostentamento e al percorso della loro integrazione nella società, in linea con la visione del Santo Padre.

Durante l'incontro - si legge in un comunicato dell’Ordinariato armeno cattolico - il Papa è rimasto colpito dai volti dei giovani e prima di partire li ha benedetti e incoraggiati ad andare avanti con la loro vita con fede ferma e grande fiducia nel Signore Gesù.

I giovani hanno condiviso i sentimenti di amore e fiducia e hanno presentato al Francesco una maglietta con l'immagine di Cristo che tiene la mano di Pietro per salvarlo dall'annegamento.

Maglietta donata al Papa: sulla maglietta è riportato in italiano:

“Gesù io credo in te. La mano del Signore ci ha salvati. Grazie, Santo Padre, tu sei la mano del Signore. Athena 06 dicembre 2021”

La maglietta è stata indossata dai giovani che hanno recitato lo slogan scritto su di essa, attirando l'attenzione di Sua Santità sul loro entusiasmo.

I giovani, pieni di gioia per il felice incontro con il Papa, sono tornati pieni di speranza confidando nella fede e nell'amore, affidandosi ai doni dello Spirito e alla cura di Dio che veglia sul destino delle loro vite.

La visita del Papa ad Atene, Kontidis: aprirà la Grecia al mondo

Un forte impulso al dialogo ecumenico; un appello ai cattolici a ritrovare la fede e a sentirsi parte della Chiesa universale; un richiamo ai governi a non perdere l’umanità di fronte alla tragedia delle migrazioni. È questo, secondo l’arcivescovo cattolico di Atene, un primo bilancio possibile della visita di Francesco in Grecia

Francesca Sabatinelli – Atene

Si chiude questa mattina con la partenza del Papa da Atene il 35.mo Viaggio apostolico. Dopo la visita del presidente del Parlamento presso la Nunziatura apostolica alle 8.15 ora locale , le 7.15 in Italia, Francesco si trasferisce alla Scuola di San Dionigi tenuta dalle suore Orsoline a Maroussi, per l'incontro con i giovani a cui rivolgerà un discorso. Al termine, il trasferimento in aeroporto per il congedo e la partenza per Roma dove il Pontefice arriverà , secondo il programma, alle 12.35.

Dunque a poche ore dalla fine di questo Viaggio si cercano già i semi che può aver lasciato nei fedeli cattolici greci, così come si cerca di delineare la portata della spinta che gli incontri e i dialoghi con gli ortodossi, primo fra tutti quelli tra Francesco e Ieronymos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, possono aver dato al dialogo ecumenico.Sin dall’annuncio di questo viaggio, la visita di Francesco in Grecia era stata vista come un passo importante verso il mondo ortodosso. Di questo è pienamente convinto l’arcivescovo di Atene e amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis di Rodi, monsignor Theodoros Kontidis:

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